La comunità di Via del Seminario

Comunità: bene comune, pane condiviso, decidere con altri, mettere insieme le necessità di tutti, tenere conto gli uni degli altri. E tutto questo con persone diverse per capacità ed incapacità, per salute e malattia, per socialità e asocialità, per ricchezza e povertà, per religione e per cultura.
Tutti diversi, ma tutti con gli stessi diritti di vivere, di essere rispettati, di trovare amicizie e scambi, di essere sostenuti da rapporti veri, di trovare risposte adeguate ai propri bisogni. Tutti con la stessa possibilità di esprimersi e di essere ascoltati.
Questa è una comunità, e con questo spirito è nata nel 1971 la Comunità di Via del Seminario.

Attorno a don Gianfranco Gaudiano si era già creato un gruppo di persone raccolte a leggere la Bibbia e a cercare di attualizzare il messaggio evangelico nei tempi e nella società di allora.
La scelta degli “ultimi”, emersa come messaggio dominante e come motivazione di ogni scelta personale, ecclesiale e politica, si è rapidamente concretizzata nell'occuparsi di persone a grave rischio di emarginazione, di persone sole, anziane e giovani, che, per gravi difficoltà personali, famigliari e finanziarie, si ritrovavano a vivere ai margini della vita cittadina.
La Comunità ecclesiale, fin dall’inizio composta da persone di diversa provenienza culturale, sociale e di età, si è aperta all’accoglienza di amici portatori di handicap e con problemi psichici di vario tipo. Si è creato così un ambito di condivisione di vita, sostenuto da motivazioni religiose e sociali.
Dai bisogni di questi amici in difficoltà, è emersa la necessità di offrire risposte più adeguate e di occuparci della loro istruzione, del loro lavoro, della loro vita concreta: la casa, la famiglia etc. Prima che il Ce.I.S  desse una veste giuridica riconoscibile ed organizzasse il lavoro delle strutture che venivano aperte, è dalla Comunità di via del Seminario raccolta attorno a don Gaudiano che partivano le iniziative di risposta alle povertà emergenti e non gestite nel nostro territorio.
La Comunità di via del Seminario ha continuato in questi anni a vivere, e vive tuttora, accanto al Ce.I.S e dentro di esso, per conservare la memoria delle origini comuni e sostenere l'eredità attuale di quella storia.
Quel gruppo credeva e crede ancora ad una "spiritualità" comune, ad un impegno nella storia per poter portare dei piccoli "segni" di novità: si può sempre realizzare, piccoli e fragili come siamo, qualcosa di più grande che ci dia la speranza di vivere tutti meglio e ci faccia vivere meglio concretamente, oggi. Questi i fondamenti di una piccola comunità che cerca di seguire, come può, con tutti i suoi limiti, questi stessi motivi ispiratori. E così si continua a leggere la Bibbia, ci si confronta su di essa, ci si aiuta reciprocamente, si condivide l'amicizia, la festa ed il tempo libero, ci si interroga sugli avvenimenti e su ciò che accade intorno a noi, ci si sostiene nel restare aperti agli altri anche quando i rapporti costruiti possono essere difficili o pesanti.

Comunità, luogo di comunione e di resistenza comune ad una mentalità poggiata sull'egocentrismo, il personalismo e la ricchezza personale.
Comunità, luogo di costruzione dei rapporti.
Comunità, luogo di crescita della persona e del suo spirito.
Di tutte le persone.